L’economia austriaca a confronto con la Modern Money Theory: una riflessione su moneta ed economia
Sintesi
In un mondo dominato dalla moneta fiat e dalle transazioni digitali, due scuole economiche si contrappongono: l’economia austriaca e la Modern Money Theory (MMT). Mentre la scuola austriaca promuove mercati liberi, moneta stabile e responsabilità individuale, la MMT difende la flessibilità della creazione monetaria statale nell’attuale sistema fiat. Questo articolo approfondisce i principi di entrambe le teorie, confronta moneta stabile e moneta debole e analizza le sfide del nostro sistema finanziario. Con un focus su Bitcoin come possibile alternativa, si esamina come queste teorie possano influenzare il futuro economico.
La moneta come fondamento della società
La moneta non è solo uno strumento di scambio, ma riflette i valori della società e le scelte politiche di un’epoca. Nel sistema fiat attuale, basato su valute prive di valore intrinseco, la questione della stabilità e della sostenibilità diventa sempre più urgente. L’economia austriaca propone un’alternativa radicale fondata su mercati liberi e moneta solida, mentre la Modern Money Theory costituisce il pilastro teorico del sistema attuale. Esploriamo questi due approcci per comprenderne le implicazioni per l’economia – e forse anche per Bitcoin.
L’economia austriaca: libertà e moneta stabile
L’economia austriaca, sviluppata da Carl Menger e approfondita da Ludwig von Mises e Friedrich Hayek, considera il mercato come un ordine spontaneo. Ogni intervento statale, secondo questa visione, altera questo equilibrio e genera inefficienza. Il fulcro della teoria è la moneta: essa deve essere una risorsa scarsa, il cui valore non venga manipolato politicamente. Storicamente, questo principio si concretizzava con il gold standard, che vincolava l’emissione monetaria a una riserva fisica d’oro.
L’inflazione, in questo modello, è vista come una tassa occulta che riduce il potere d’acquisto dei cittadini attraverso l’espansione monetaria. Mises parlava di un “crack-up boom”, ossia un collasso della fiducia nella valuta quando la sua creazione diventa incontrollata. Secondo questa scuola, una moneta stabile – come l’oro o Bitcoin, con il suo limite di 21 milioni di unità – è essenziale per garantire stabilità economica e libertà individuale. I monopoli statali sulla creazione monetaria sono respinti, in quanto centralizzano il potere e creano distorsioni economiche.
La Modern Money Theory: flessibilità nel sistema fiat
La Modern Money Theory, sostenuta da economisti come Stephanie Kelton, ribalta completamente questa logica. Secondo la MMT, gli stati che emettono la propria valuta e non sono vincolati a uno standard come l’oro possono creare moneta senza limiti. Il debito pubblico denominato nella propria valuta non rappresenta un problema, poiché può sempre essere ripagato con nuova emissione monetaria.
L’inflazione è considerata l’unico limite reale, ma i sostenitori della MMT ritengono che possa essere controllata attraverso la tassazione e altri strumenti fiscali. L’obiettivo è garantire la piena occupazione e finanziare investimenti pubblici senza le tradizionali restrizioni di bilancio.
Tuttavia, i critici della MMT la considerano un’illusione pericolosa. La storia offre numerosi esempi, come lo Zimbabwe o il Venezuela, dove l’eccessiva creazione di moneta ha portato a iperinflazione e collasso economico. La MMT si basa su una moneta debole, flessibile ma esposta a manipolazioni e perdita di fiducia.
Moneta stabile vs. moneta debole: un confronto con conseguenze reali
Il contrasto tra moneta stabile e moneta debole è fondamentale per comprendere queste due teorie.
Moneta stabile:
è scarsa e indipendente dal controllo statale. Il gold standard, per esempio, imponeva disciplina ai governi: chi spendeva più di quanto incassava rischiava un deflusso di oro e correzioni economiche automatiche. Questo modello favoriva il risparmio e la pianificazione a lungo termine, ma limitava la flessibilità nelle crisi.
Moneta debole:
come il franco svizzero o l’euro, offre ai governi strumenti per rispondere a emergenze economiche con stimoli fiscali o misure straordinarie. Tuttavia, questa flessibilità ha un prezzo: dal 1971, anno in cui il gold standard è stato abbandonato, il dollaro USA ha perso circa l’85% del suo potere d’acquisto.
Bitcoin emerge come alternativa moderna: con la sua struttura decentralizzata e offerta limitata, può trasferire i vantaggi della moneta stabile nell’era digitale, proteggendosi dalla manipolazione statale.
Il sistema fiat oggi: tra stabilità e crisi
Il sistema fiat, fondato sui principi della MMT, ha dimostrato sia punti di forza che debolezze critiche. Durante la crisi finanziaria del 2008 e la pandemia, governi e banche centrali hanno evitato il collasso economico con iniezioni di liquidità. Tuttavia, gli effetti collaterali stanno emergendo con chiarezza: il debito pubblico globale ha raggiunto livelli record e l’inflazione, contenuta negli anni 2010, è tornata in modo significativo dal 2021.
L’economia austriaca interpreta questa dinamica come una prova delle distorsioni create dall’eccessiva creazione di moneta. Senza un ancoraggio solido alla moneta stabile, il sistema rischia di entrare in una spirale di debito e svalutazione. Al contrario, i sostenitori della MMT insistono che queste sfide possano essere risolte con politiche più mirate. Ma la crescente perdita di fiducia nelle valute tradizionali sta alimentando l’interesse per alternative come Bitcoin, che non dipendono dalle decisioni politiche.
Javier Milei in Argentina: i successi di un cambio radicale
Un esempio concreto dell’applicazione dei principi vicini alla scuola austriaca è l’operato di Javier Milei, presidente dell’Argentina dal dicembre 2023. Milei, economista libertario, ha adottato una politica di austerità drastica per combattere l’iperinflazione e il declino economico del paese.
Nel primo anno di governo, l’inflazione mensile è scesa dal 25,5% (dicembre 2023) al 2,7% (dicembre 2024), un risultato senza precedenti per un paese che fino ad allora registrava un’inflazione annua superiore al 200%. Questo miglioramento è stato ottenuto attraverso tagli massicci alla spesa pubblica, l’eliminazione di sussidi, la riduzione dei dipendenti statali e una svalutazione controllata del peso.
Nel primo trimestre del 2024, l’Argentina ha raggiunto un avanzo di bilancio per la prima volta in 16 anni. Inoltre, la liberalizzazione del mercato immobiliare ha portato a un aumento dell’offerta di abitazioni, mentre l’economia ha ricominciato a crescere con un incremento del 3,9% rispetto al trimestre precedente. La povertà, che al momento dell’elezione di Milei si attestava intorno al 50%, è scesa al 33%.
Questo esperimento è una delle prime applicazioni su larga scala delle teorie austriache in un contesto moderno. Il successo iniziale di Milei potrebbe fornire un modello per altri paesi in difficoltà, dimostrando che il ritorno alla disciplina fiscale e alla moneta stabile può essere una soluzione efficace.
Conclusione: una scelta per il futuro
L’economia austriaca e la Modern Money Theory non sono solo due visioni economiche contrapposte: rappresentano due modi diversi di concepire il ruolo dello Stato e della moneta. Il nostro sistema fiat è a un bivio: saprà mantenere l’equilibrio tra stabilità e flessibilità o assisteremo a una perdita di fiducia che porterà Bitcoin e la moneta stabile in primo piano?
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